Il nuovo Codice degli incentivi: più ordine nei bandi, ma anche nuovi oneri per imprese e consulenti[1][2]


a cura del Dott. Luigi Vassallo

Dal 1° gennaio 2026 è in vigore il nuovo Codice degli incentivi (D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184), che mira a ricondurre a unità una disciplina da anni caratterizzata da forte frammentazione normativa e procedurale. La riforma si applica, in linea generale, alle agevolazioni concesse alle imprese sotto forma di contributi, garanzie, strumenti rimborsabili, interventi nel capitale e, in parte, anche benefici fiscali.

Tra le novità di maggiore interesse operativo spicca il “bando-tipo”, destinato a uniformare contenuti, regole di accesso, modalità di erogazione, controlli, revoche e monitoraggio. Per i professionisti ciò significa maggiore leggibilità degli avvisi, ma anche una più rigorosa standardizzazione degli adempimenti documentali e dichiarativi.

Il Codice rafforza inoltre i meccanismi di premialità, imponendo ai bandi di valorizzare almeno un elemento qualificante, come rating di legalità, certificazione della parità di genere, inclusione lavorativa o welfare aziendale. Sul piano consulenziale, tali indicatori diventano sempre più leve concrete di accesso e miglior posizionamento nelle graduatorie.

Molto rilevante anche la previsione di una riserva minima del 60% delle risorse alle PMI, con una quota destinata a micro e piccole imprese e, ove ammessi, ai lavoratori autonomi: un segnale chiaro di politica economica a favore dei soggetti meno strutturati.

Sul fronte dei controlli, il decreto collega l’accesso agli incentivi valutativi anche all’adempimento dell’obbligo di copertura assicurativa contro i rischi catastrofali, introducendo un ulteriore presidio di compliance. A ciò si aggiunge una disciplina anti-delocalizzazione particolarmente severa, con revoca delle agevolazioni e restituzione delle somme in caso di trasferimento dell’attività entro i termini previsti dalla norma.

In sintesi, il nuovo Codice non rappresenta soltanto un intervento di semplificazione: per il commercialista diventa soprattutto un nuovo quadro di verifica preventiva, nel quale lettura del bando, assetto organizzativo dell’impresa e tenuta dei requisiti assumono un ruolo decisivo già nella fase di pianificazione dell’investimento.

[1] D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184 in G.U.;

[2] Comunicazione MIMIT sul Codice degli incentivi