a cura del Dott. Vincenzo Gagliardi
«Cultura Cresce» (D.D. DGCC n. 637/2025, gestione Invitalia) agevola fino all’80% – tra fondo perduto e finanziamento a tasso zero decennale – i programmi delle imprese culturali e creative del Mezzogiorno, nell’ambito del PN Cultura 2021-2027, Azione 1.3.1. A sei mesi dall’apertura, i numeri ufficiali (DGCC-MiC, 9 giugno 2026) orientano la strategia: 295 domande (107 Capo A, 127 Capo B di cui 61 costituende, 61 Capo C), per 132 milioni di progetti e 105,6 milioni di agevolazioni richieste su 142,5 stanziati. Il residuo è di 36,9 milioni, un quarto della dotazione, eroso a oltre 17 milioni al mese; la Campania guida con 117 domande e 41,2 milioni richiesti. In uno sportello cronologico senza graduatoria, il tempo è già parte della prestazione professionale.
L’ordine di arrivo però non basta: si valuta su sei criteri (allegati 2-5 all’Avviso, griglie per Capo) e su soglie minime sia complessive sia per singolo criterio: basta un criterio A-E sotto soglia per la non ammissione, mentre il sesto – composizione giovanile e femminile, disabilità, aggregazioni tra imprese, rating di legalità – opera come premialità. L’iter include un colloquio con il team Invitalia, dove si misura la credibilità della copertura finanziaria; mezzi propri (aumento di capitale, conto futuro aumento, finanziamento soci infruttifero) ed eventuale delibera bancaria si formalizzano, su standard Invitalia, entro il primo SAL (FAQ 36-37).
Dalle FAQ ministeriali discendono i presidi che decidono le istruttorie. L’iscrizione alla sezione speciale ICC ex art. 25 L. 206/2023 e D.I. 402/2024 supera automaticamente la verifica di prevalenza dell’attività culturale (oltre il 50% del volume d’affari): al 9 giugno ne era munito solo il 28% degli istanti, e perfezionarla prima dell’invio è un vantaggio concreto. Solo l’assunzione a tempo indeterminato soddisfa il requisito occupazionale; opere murarie e circolante scontano il tetto del 20% sugli investimenti ammessi, con ricalcolo a cascata; è vietato ogni acquisto da parti correlate (soci, amministratori, congiunti e loro società): la locazione della sede da un socio vale come titolo, ma il canone non è agevolabile; per gli immateriali personalizzati serve perizia giurata al SAL.
Sul versante attuativo: 24 mesi improrogabili dal contratto e 27 per il saldo; massimo cinque erogazioni, saldo minimo 10%; fatture non quietanzate nei SAL intermedi entro il 30% delle agevolazioni sugli investimenti; anticipo del 40% (fideiussione a schema Invitalia sul totale, o documento d’impegno sul solo circolante) entro sei mesi; CUP in fattura, conto dedicato, cespiti a libro e obbligo di attività per un triennio; ammissibilità ex DPR 66/2025, de minimis con tetto di 300.000 euro. Per il commercialista il valore sta nella quadratura preventiva di fonti e impieghi, IVA inclusa, nella coerenza tra modulo, visura e piano d’impresa e nella preparazione del colloquio: su uno sportello che consuma un quarto della dotazione a trimestre, il dossier solido e tempestivo resta l’unica variabile nelle mani del professionista.
