a cura del Dott. Luigi Esposito
La revisione dello Statuto dei diritti del contribuente, operata dal D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 219 in attuazione della legge delega 9 agosto 2023, n. 111, è stata ulteriormente integrata dall’art. 13 del D.Lgs. 192/2025 (c.d. decreto correttivo IRPEF-IRES), che ha introdotto interventi di coordinamento sistematico delle disposizioni della legge 27 luglio 2000, n. 212, rafforzandone l’operatività degli istituti.
Nel testo vigente dello Statuto assumono rilievo centrale il principio di proporzionalità (art. 10-ter L. n. 212/2000), il principio di legittimo affidamento e buona fede (art. 10) e il contraddittorio preventivo quale principio generale del procedimento tributario (art. 6-bis).
Con riferimento a quest’ultimo, la modifica dell’art. 6-bis, comma 3, ha chiarito che il termine di 60 giorni riconosciuto al contribuente per formulare osservazioni o richiedere accesso agli atti deve essere considerato unitariamente, evitando una frammentazione tra le diverse fasi procedimentali e rafforzando l’effettività del contraddittorio.
Di particolare rilievo è inoltre la modifica dell’art. 10-quater, che estende l’autotutela obbligatoria anche agli atti sanzionatori, ampliando le garanzie procedimentali ed estendendo gli obblighi di riesame in capo all’Amministrazione.
Ulteriori interventi riguardano il sistema di consultazione semplificata e il rapporto con l’interpello. Le modifiche agli artt. 10-octies e 10-nonies rafforzano il ruolo delle banche dati dell’Amministrazione finanziaria, prevedendo l’inammissibilità dell’istanza di interpello in presenza di risposte già rese tramite tali strumenti, salvo il caso in cui tali risposte non risultino idonee a risolvere univocamente il quesito interpretativo.
In tale contesto si colloca anche la revisione dell’art. 11, comma 3, relativo al contributo per l’interpello, ora limitato alle ipotesi di particolare complessità e demandato a successiva disciplina attuativa, con effetti di maggiore selettività nell’accesso allo strumento.
Permangono tuttavia profili applicativi che richiedono attenzione. In particolare, il coordinamento tra contraddittorio preventivo (art. 6-bis) e disposizioni derogatorie nei procedimenti automatizzati, nonché l’effettiva portata del principio di proporzionalità (art. 10-ter), la cui applicazione concreta all’attività accertativa e sanzionatoria risulta ancora in fase di consolidamento.
La revisione dello Statuto, integrata dai correttivi del 2025, si configura pertanto come intervento di sistema volto a rafforzare le garanzie procedimentali e gli strumenti di dialogo preventivo, la cui concreta applicazione richiede una valutazione puntuale dei presupposti normativi e dei possibili effetti sul piano accertativo e difensivo.
