a cura del Dott. Enrico Villano – Consigliere ODCEC Napoli Nord
La moratoria biennale sul pagamento dei creditori privilegiati è una misura rilevante nell’ambito del diritto della crisi d’impresa, con specifico riferimento alle procedure di ristrutturazione del debito e alla continuità aziendale. La disciplina, introdotta dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.lgs. 14/2019) e modificata dal D.lgs. 83/2022, ha l’obiettivo di bilanciare le esigenze di risanamento delle imprese in difficoltà con la tutela degli interessi dei creditori privilegiati, conformemente all’evoluzione del diritto concorsuale.
L’art. 86 del Codice della Crisi prevede, nell’ambito di un concordato preventivo con continuità aziendale o di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, la possibilità per il debitore di richiedere una moratoria fino a due anni sui crediti assistiti da prelazione, pegno o ipoteca. La concessione di tale dilazione è subordinata alla dimostrazione della sostenibilità del piano di risanamento e alla garanzia che la misura non comprometta i diritti dei creditori coinvolti.
La moratoria si inserisce nel quadro della Direttiva Insolvency UE 2019/1023, recepita nell’ordinamento italiano, che promuove strumenti di ristrutturazione preventiva per ridurre il ricorso a procedure liquidatorie. Le condizioni di ammissibilità della moratoria sono soggette a valutazione del tribunale, che verifica il rispetto del principio di parità di trattamento tra i creditori e la fattibilità del piano industriale presentato dal debitore.
Un aspetto rilevante riguarda il trattamento dei crediti ipotecari. La dilazione biennale può essere concessa solo se il valore di realizzo dei beni gravati da garanzia è insufficiente a soddisfare integralmente il credito, previa previsione di misure compensative come interessi moratori o garanzie alternative. In questi casi, il debitore è tenuto a presentare documentazione dettagliata sulla stima patrimoniale degli asset aziendali e sull’analisi della sostenibilità finanziaria del piano di ristrutturazione.
Dal punto di vista operativo, l’attuazione della moratoria richiede una pianificazione finanziaria dettagliata per garantire la sostenibilità del piano e la liquidità necessaria alla continuità aziendale. È fondamentale anche un dialogo strutturato con i creditori privilegiati, i quali potrebbero opporsi alla dilazione in assenza di prospettive concrete di riequilibrio economico-finanziario. Gli istituti finanziari, in particolare, potrebbero richiedere ulteriori garanzie o condizionare la moratoria alla presentazione di un business plan dettagliato.
Nei gruppi societari, la gestione della moratoria richiede un coordinamento con le esigenze di ristrutturazione dell’intero perimetro aziendale. In tali casi, la normativa prevede la possibilità di adottare piani di gruppo, al fine di evitare la frammentazione delle trattative con i diversi creditori.
La moratoria biennale sui crediti privilegiati rappresenta un importante strumento di flessibilità nella gestione della crisi d’impresa. La sua applicazione richiede un approccio tecnico rigoroso, nel rispetto dei principi normativi e della parità di trattamento dei creditori, assicurando al contempo la sostenibilità della ristrutturazione aziendale.
