a cura del Dott. Domenico Barone
Con la manovra per il 2026 il legislatore riporta in primo piano l’iperammortamento, riaffidando a questo istituto un ruolo chiave nel sostegno fiscale agli investimenti produttivi a elevato contenuto innovativo. La scelta si inserisce in una strategia che punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo, accompagnando le imprese nei processi di trasformazione digitale e di efficientamento energetico.
La misura riguarda gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1° gennaio 2026 fino al 28 settembre 2028, a condizione che siano destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Dal punto di vista tributario, l’incentivo opera secondo una logica ormai consolidata: l’agevolazione non assume la forma di un sostegno finanziario immediato, ma incide sul costo fiscalmente riconosciuto attraverso l’incremento delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing, con effetti diretti sulla determinazione del reddito imponibile ai fini IRPEF e IRES.
La disciplina prevede una modulazione del beneficio per scaglioni di investimento, con percentuali di maggiorazione più elevate per gli importi iniziali e progressivamente ridotte al crescere del volume complessivo, entro il limite massimo di 20 milioni di euro. I beni agevolabili devono inoltre essere prodotti all’interno dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, confermando l’orientamento del legislatore a valorizzare le filiere produttive comunitarie.
Sotto il profilo oggettivo, l’iperammortamento si sviluppa lungo due direttrici principali. Da un lato, rientrano nel perimetro dell’agevolazione i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”, purché interconnessi ai sistemi aziendali di gestione della produzione o della fornitura. Dall’altro, viene riconosciuta rilevanza agli investimenti finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, rafforzando il collegamento tra politica industriale e transizione energetica.
L’accesso al beneficio è subordinato alla trasmissione telematica di apposite comunicazioni e certificazioni tramite una piattaforma gestita dal GSE. La misura risulta cumulabile con altre agevolazioni nazionali ed europee, nel rispetto del principio di non duplicazione dei costi finanziati. La disciplina rinvia infine a provvedimenti attuativi la definizione delle procedure operative e dei controlli, rafforzando, di fatto, il presidio tecnico richiesto a imprese e consulenti nella fase di pianificazione e utilizzo del beneficio.
