L’evoluzione delle procedure concorsuali in Europa: dalla prevenzione della crisi al pre-pack

a cura del Dott. Vincenzo Caterino

Negli ultimi vent’anni, l’economia di molti Paesi ha attraversato fasi di forte incertezza, con un impatto significativo sulle imprese più fragili, spesso costrette ad affrontare situazioni di difficoltà economica e finanziaria, sfociate in insolvenza e dissesto.

In questo contesto, l’Unione Europea ha perseguito l’obiettivo di armonizzare le procedure concorsuali tra gli Stati membri, promuovendo strumenti in grado di prevenire le crisi aziendali e favorire la continuità delle imprese. In Italia, il recepimento della Direttiva Insolvency ha portato all’introduzione del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che si propone di evitare la liquidazione degli asset aziendali e di incentivare soluzioni che consentano la prosecuzione dell’attività economica.

Tra gli strumenti previsti dal Codice rientra la Composizione Negoziata della Crisi, una procedura stragiudiziale finalizzata a facilitare il raggiungimento di un accordo con i creditori, con l’ausilio di un Esperto nominato dalla Camera di Commercio. Tale istituto consente di preservare il valore economico e sociale dell’impresa, garantendo la tutela di dipendenti, know-how, stakeholder e asset, oltre a ridurre i tempi delle procedure e massimizzare il valore per i creditori.

A supporto di questi obiettivi, è attualmente in discussione una proposta di modifica alla Direttiva Insolvency (c.d. Direttiva Insolvency III), che mira a introdurre una procedura di pre-pack nelle normative nazionali in materia di insolvenza. Il pre-pack è un meccanismo di liquidazione accelerata che consente la vendita dell’impresa – o di una sua parte – prima dell’apertura formale della procedura di insolvenza, garantendo una più rapida realizzazione degli asset e privilegiando la continuità aziendale rispetto alla liquidazione settoriale.

Tuttavia, la procedura pre-pack presenta alcune criticità, in particolare per quanto riguarda l’impatto sui diritti dei lavoratori. In un primo momento, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sentenza del 2017) aveva stabilito che i dipendenti trasferiti nell’ambito di un pre-pack conservassero il proprio posto di lavoro. Successivamente, con una pronuncia del 2022, la Corte ha riconosciuto la possibilità di derogare a tale tutela, purché ciò sia previsto da specifiche disposizioni legislative. Questo nuovo orientamento ha portato all’inserimento dell’art. 20, par. 2 nella proposta, qualificando la fase di liquidazione del pre-pack come una vera e propria procedura concorsuale ai sensi della Direttiva 2001/23/CE.

In conclusione, la riforma mira a rendere più efficiente la gestione delle imprese in crisi, velocizzando la liquidazione e aumentando il valore degli asset, ma resta oggetto di dibattito per le sue implicazioni sui diritti dei lavoratori e sulla disciplina dell’insolvenza in ambito europeo.