Direttiva UE 2023/970: parità di genere e sostenibilità sociale

a cura delle Dott.sse Beatrice Scappini e Caterina Corsica

La Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva è stata recepita in Italia con il D. Lgs. n.96/2026 e mira a garantire la parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, sancito dall’art.157 TFUE, incombendo sul datore di lavoro, pubblico e privato, l’onere della prova oltre a dimostrare che la violazione sia stata manifestatamente involontaria e di natura irrilevante. La direttiva poggia sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, sul diritto alla parità tra donne e uomini quale valore fondamentale, sull’eliminazione delle ineguaglianze, sul principio di pari opportunità andando ad integrare e potenziare i principi fondamentali sulla parità di retribuzione sanciti dalla direttiva 2006/54/CE carente di trasparenza nei sistemi retributivi e di certezza giuridica sul concetto di lavoro di pari valore oltre agli ostacoli procedurali incontrati dalle vittime di discriminazione e a neutralizzare gli effetti del COVID-19 che ha accentuato ulteriormente le disuguaglianze e il divario retributivo di genere. Ciò non impedisce ai datori di lavoro di retribuire in modo diverso i lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore sulla base di criteri oggettivi, neutri sotto il profilo del genere e privi di pregiudizi, come le prestazioni e le competenze. Inoltre, da attenzionare che l’applicazione del CCNL costituisce presunzione di conformità. Importante è la trasparenza retributiva prima dell’assunzione così da evitare un’asimmetria informativa che limita il potere contrattuale e vietare ai datori di lavoro di chiedere informazioni sulle retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti rapporti di lavoro. I lavoratori hanno il diritto di conoscere, in un formato che sia accessibile anche alle persone con disabilità e che tenga conto delle loro esigenze particolari, i criteri utilizzati per determinare la retribuzione, i livelli retributivi e la progressione economica senza che tali informazioni siano utilizzate per fini diversi dall’esercizio del loro diritto alla parità di retribuzione. I datori di lavoro sono tenuti a fornire informazioni, sul proprio sito web o in altra maniera, relative all’anno civile precedente, sul divario retributivo entro il 7 giugno 2027 e successivamente ogni anno se hanno almeno 250 lavoratori e ogni tre anni, con assistenza tecnica e formazione da parte degli Stati membri, se hanno tra i 150 e i 249 lavoratori o tra i 100 e i 149 lavoratori. Le stesse informazioni possono essere fornite su base volontaria dai datori di lavoro con meno di 100 lavoratori che può diventare obbligo in base al diritto nazionale degli Stati membri. I datori di lavoro nel fornire informazioni sulle retribuzioni possono cooperare con i rappresentanti dei propri lavoratori, per una valutazione congiunta che ottemperi a criteri oggettivi e neutri. Inoltre, solo i rappresentanti dei lavoratori, l’ispettorato del lavoro o l’organismo di parità possono accedere alle informazioni retributive di un lavoratore identificabile e forniscono consulenza e tutela ai lavoratori in merito a un eventuale ricorso, chiedendo il pieno risarcimento o la piena riparazione per il danno subito, senza divulgare i livelli retributivi effettivi dei singoli lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.